1 luglio 2018

IVREA BATTE PROSECCO

In questi giorni di inizio estate, le partite di calcio trasmesse dalla Russia, forse, ci lasciano indifferenti, anche se con l’amaro in bocca e, sicuramente, ci esonerano dal dovere soffrire per passaggi, calci d’angolo, rigori e risultati. Per molti comunque la voglia di sfida, competizione è rimasta e si cerca l’alternativa per esultare di qualche vittoria, in qualsiasi ambito.

 

Una notizia battuta poco fa, di sicuro illuminerà il cuore dei Piemontesi, soprattutto dei Canavesani che vedono Ivrea assurgere a 54esimo sito italiano patrimonio dell’Unesco. Un riconoscimento il cui valore risale nel tempo, alla visione sociale, avveniristica per l’epoca, di Adriano Olivetti che vedeva la fabbrica come fulcro di uno sviluppo combinato dove agricoltura, industria, cultura e benessere andavano di pari passo. E proprio in quest’ottica, l’ingegnere aveva fortemente caldeggiato la nascita della Cantina Sociale della Serra per raccogliere le uve di tanti piccoli produttori che lavoravano in fabbrica ma non avevano mai lasciato l’appezzamento vitato di famiglia. Quanti sono i produttori di Erbaluce che hanno passato parte della vita lavorativa alla Olivetti o che ancora adesso abbinano informatica e campi, tecnologia e cantina? Quanti sanno che Remo Falconieri – Cantina Cieck - è stato l’inventore della famosa pallina con i caratteri dell’ultima generazione di macchine da scrivere tradizionali e del primo hardware di quelle elettroniche?

Il riconoscimento odierno alla città, non può non essere condiviso con il sistema Canavese, che seppur non sempre coeso, è un sistema vincente, dal potenziale che, adesso, dovrà emergere ancora di più e che, così come stanno facendo Langhe, Monferrato e Roero, dovrà essere sfruttato appieno. Come non pensare a quando nei suoi viaggi all’estero, Adriano Olivetti portava alcune bottiglie di Passito, da buon ambasciatore che era della sua terra?

Amiamo immaginare, anche se gioire del male altrui non è corretto, che anche questa volta Davide ha battuto Golia. La Docg Erbaluce di Caluso nelle sue tre tipologie (fermo, Passito e Spumante) ha rappresentato una produzione media di 1 milione di bottiglie nelle ultime annate. Il Prosecco nel 2017: 510 milioni di cui 90 Docg e 420 Doc. Le colline venete sono state rimandate all’anno prossimo, allorché Ivrea è entrata direttamente nei siti Unesco, ad un anno dalla richiesta. Un confronto non così diretto ma che farà sicuramente bene all’ego canavesano. Ovviamente, da italiani, non possiamo che tifare per i paesaggi del Prosecco con l’augurio che possano entrare anche loro in questo gotha mondiale, appena possibile. Strizzando l’occhio al calcio diciamo che Ivrea non ha avuto bisogno di ulteriori gironi di qualificazioni. Brindare con Caluso Spumante è d’uopo!

Condividi con :

Email Facebook Google LinkedIn Twitter
Top