10 gennaio 2018

ACQUA, DONO DAL CIELO

Sulla drammatica siccità che ha caratterizzato il 2017 si è già scritto molto e tutti noi, non solo gli agricoltori, dobbiamo guardare alle precipitazioni di questo inverno come una fonte indispensabile di approvvigionamento idrico per il prossimo periodo primaverile-estivo e le relative coltivazioni.

 

Dobbiamo ricordare che solo il 20 - 25% dell’acqua è utilizzata dalle piante, la restante parte viene dispersa: evapotraspirazione, scorrimento superficiale, perdita in strati profondi del suolo, … Fondamentali, quindi, come ricordava ieri Ercole Zuccaro su La Stampa “gli interventi per garantire il mantenimento delle riserve idriche”. E qui si collegano poi le annose dinamiche che attanagliano il nostro Paese: erosione, manutenzione dei corsi d’acqua, dissesto idrogeologico e relativi rischi di smottamenti e frane,…

Acqua e neve, in congrue quantità e distribuzione temporale, sono da considerarsi proprio come una manna caduta dal cielo, un investimento sul futuro cui, troppo spesso, la nostra distrazione di cittadini tecnologici del XXI secolo non accorda la dovuta attenzione. I campi di cereali autunno-vernini (frumento, orzo, segale) ricoperti da un manto nevoso, oltre alla suggestione, ci devono ricordare che la candida coltre assicurerà la nostra sopravvivenza, il pane futuro. In primis perché funge da coibente termico garantendo ai culmi accestiti alcuni gradi in più rispetto all’ambiente esterno e, appena le temperature lo permetteranno, sciogliendosi,  la neve assicurerà un buon apporto irriguo senza gli effetti dannosi di una precipitazione che potrebbe scalzare le giovani piantine. Un’acqua disponibile, delicata, provvidenziale.

E quanti sanno che l’irrigazione (80% dell’acqua utilizzata in agricoltura), oltre ad assicurare il rifornimento delle colture, può anche, in situazioni particolari fungere da sistema antibrina? E così nasce la difesa di alcuni frutteti dove la somministrazione continua di acqua, sovra o sotto chioma, evita il congelamento delle parti legnose, sfruttando il fatto che il passaggio da liquido a solido è una reazione esotermica, che produce quindi calore.

E nelle grandi città, la pioggia aiuta anche a tenere lontane polveri sottili e limitazioni del traffico. Questo quanto ci dicono.

 

 

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