16 gennaio 2018

La banda ultralarga in Piemonte nelle aree a fallimento di mercato.

Partiranno tra maggio e giugno 2018 i lavori per la realizzazione della banda ultralarga in Piemonte nelle aree a fallimento di mercato. I comuni piemontesi interessati alla prima fase degli interventi sono 132. Anche il PSR con la sottomisura 7.3 stanzia 45,6 milioni di euro per sostenere l’installazione, il miglioramento e l’espansione di infrastrutture a banda ultralarga. Queste risorse sono finalizzate a realizzare le potenzialità di crescita delle zone rurali e a favorirne lo sviluppo sostenibile.

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12 gennaio 2018

Pratiche di agricoltura sostenibile

L’Azienda Agricola il Frutteto di Lungo Marco, nel Saluzzese, applica concretamente pratiche di agricoltura sostenibile nella coltivazione di varie tipologie di solanacee (quali patate e pomodori), di cucurbitacee (zucchine, angurie, meloni) e di leguminose (piselli, fagiolini), oltre a cavoli, cavolfiori, fragole, spinaci e insalate.

Negli anni l’azienda, che aderisce alla Misura 10.1.1 del PSR, ha diversificato il più possibile le produzioni, occupandosi direttamente anche della vendita e cercando costantemente di innovare. Un esempio di questo approccio è dato dall’impiego di tecniche volte a minimizzare i trattamenti chimici, come l’applicazione delle reti antinsetto ai tunnel per la copertura delle piante, l’utilizzo degli insetti predatori o l’applicazione della confusione sessuale per il controllo della tignola del pomodoro (Tuta absoluta). Inoltre, per favorire l’impollinazione e l’allegagione di diverse specie, l’azienda utilizza le api allevate in proprio.

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9 gennaio 2018

I danni provocati da selvatici possono raggiungere proporzioni notevoli.

Nel corso dell’anno 2017 le particolari condizione climatiche hanno spinto gli animali selvatici, in particolare caprioli e cinghiali, fuori dalle loro zone abituali, determinando non poche scorribande nei vigneti durante le varie fasi di sviluppo vegetativo, com’è successo nell’azienda agricola La Celestina di Castagnole delle Lanze (Asti) che ha subito danni considerevoli causati da caprioli. Il titolare Gianni Saglietti si è detto seriamente intenzionato a intraprendere azioni tali da prevenire danni futuri mediante l’installazione di recinzioni elettrificate a protezione dei propri vigneti in particolare nelle zone più esposte all’attacco dei selvatici.

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5 gennaio 2018

Dal 2007 l’azienda Forteto della Luja è stata scelta come Oasi affiliata al WWF.

L’azienda agricola Forteto della Luja di Loazzolo (Asti) è impegnata da oltre vent’anni nella viticoltura sostenibile. Dal 2000 l’azienda aderisce ai programmi regionali agro climatici ambientali e nel corso degli anni ha sviluppato e migliorato le tecniche di gestione del vigneto attraverso la minimizzazione dell’utilizzo di fitofarmaci  grazie al rispetto della lotta biologica, all’assenza delle lavorazione del terreno mantenendo tutto l’anno l’inerbimento per evitare fenomeni erosivi; all’utilizzo di macchine operatrici moderne e all’avanguardia che permettono di ottimizzare tutte le operazioni in campo e ridurre il consumo di principi attivi e passaggi sul terreno; alla valorizzazione dei vitigni tipici della zona quali Moscato, Barbera, Dolcetto Brachetto; all’assenza di utilizzo di concimi chimici e al ripopolamento di insetti e uccelli utili per combattere parassiti del vigneto.

L’azienda, che conduce 10 ettari di vigneto, ha aderito alla misura 10.7.1 del Psr per la conservazione di elementi naturaliformi dell’agrosistema, creando delle zone umide e formazioni boschive per il ripristino dell’entomofauna utile. Dal 2007 l’azienda Forteto della Luja è stata scelta come Oasi affiliata al WWF.

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2 gennaio 2018

L a misura 4.1.3 per la gestione dell’allevamento delle vacche da latte.

“Nata negli anni 50 grazie al papà Domenico, la nostra azienda si è ampliata e sviluppata  grazie a investimenti realizzati sempre nell’ottica di tutelare e valorizzare l’agricoltura e l’allevamento nel rispetto della natura”. Così Aldo Sona, contitolare della società semplice agricola Sona Fratelli di Carmagnola. “Da molti anni ho intrapreso un cammino orientato alla gestione dell’allevamento delle vacche da latte seguendo i principi di buona pratica agricola - continua Aldo -. L’anno scorso ho deciso di aderire alla misura 4.1.3 per l’acquisto di un erpice a dischi da combinare con il carro botte per lo spandimento e l’interramento del liquame sui terreni a seminativo”.  Un utilizzo oculato degli effluenti, realizzato nel rispetto delle reali esigenze di concimazione dei terreni, garantisce l’impiego effettivo dei nutrienti da parte delle colture, riducendo le perdite di azoto e le emissioni di ammoniaca nell’ambiente. 

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