12 gennaio 2018

ORTICOLTURA MODERNA E SOSTENIBILE

La sostenibilità è un fattore che assume sempre più importanza nella gestione aziendale del comparto ortofrutticolo. In particolare, oggigiorno gioca un ruolo decisivo la difesa agli organismi dannosi per le colture agrarie, per cui vengono presi in seria considerazione i requisiti commerciali delle materie prime, che richiedono profili residuali (derivanti dalla lotta chimica) molto restrittivi, sia in termini di livelli massimi quantitativi rilevati analiticamente, sia in termini di numero di principi attivi impiegati.

Inoltre, come conseguenza della crescente globalizzazione dei mercati, nell’ambito della lotta in campo occorre far fronte a nuove emergenze fitosanitarie, fino a pochi anni fa sconosciute: basti pensare alla recente colonizzazione, in vaste altre aree del Piemonte, di tutte quelle specie - in particolar modo insetti - di natura alloctona e nocive per le piante. È il caso, per esempio, della Drosophyla suzukii o della cimice asiatica Halyomorpha halys che, trovando un ambiente favorevole e impreparato a contrastare la loro presenza, possono arrecare gravi danni ai raccolti su molteplici colture.

Per questi motivi, diviene imprescindibile porre attenzione ai temi della sostenibilità, privilegiando anche in ambito agricolo quei processi naturali che consentono di preservare la “risorsa ambiente”.

L’agricoltura sostenibile

Per agricoltura sostenibile si intende un’agricoltura a basso impatto per l’ambiente (inteso come l’insieme di tutti gli elementi che lo compongono: acqua, suolo, aria, organismi viventi), ma anche rispettosa del lavoratore e del produttore. Essa si rivela economicamente conveniente per i produttori, determinando un miglioramento della qualità e delle rese produttive.

I modelli agricoli più diffusi che mettono in pratica i principi e le tecniche sostenibili sono l'agricoltura integrata, biologica e biodinamica. Il sistema che negli ultimi anni ha avuto maggior diffusione è senza dubbio quello integrato, esteso obbligatoriamente a tutte le aziende produttrici dal recente Piano d’Azione Nazionale (decreto legislativo 22 gennaio 2014). Tale sistema è basato sui principi della prevenzione, del monitoraggio e delle soglie di intervento, ovvero i limiti al di sotto dei quali non è necessario intervenire in determinate condizioni. L’approccio integrato presuppone ampie conoscenze dell’agro-ecosistema ed è consapevole dei rischi derivanti dall’utilizzo improprio dei mezzi chimici. Nella lotta integrata, infatti, vengono applicati differenti metodi di difesa: rotazione delle colture, scelta di specie e varietà resistenti a determinate patologie, introduzione di insetti utili, applicazione dei diffusori per la confusione sessuale di insetti nocivi, barriere fisiche (reti), utilizzo di prodotti fitosanitari selettivi e col profilo tossicologico più basso. Per realizzare ciò è necessario l’accesso a:

  • dati meteorologici dettagliati per il territorio di interesse;
  • dati fenologici e fitosanitari forniti da una rete di monitoraggio;
  • bollettini territoriali di difesa integrata per le colture;
  • materiale informativo predisposto e divulgato anche per via informatica dalle autorità competenti.

La misura 10.1.1 del Psr

La misura 10.1.1 del Psr riguarda la Difesa integrata volontaria e prevede un impiego razionale dei fattori produttivi e, ove possibile, l'integrazione o la sostituzione degli interventi chimici con tecniche a minore impatto ambientale. L'impiego del metodo di produzione integrata e l'eventuale attuazione di impegni aggiuntivi contribuiscono a soddisfare gli obiettivi della sostenibilità descritti

in precedenza. La durata degli impegni per coloro che aderiscono a tale misura è quinquennale, a decorrere dal 11 novembre 2015.

L’impegno di base della misura è il rispetto del disciplinare di produzione che limita i principi attivi dei fitofarmaci secondo le indicazioni del Servizio Fitosanitario Regionale.

Oltre a questo aspetto, ecco quali sono gli altri impegni principali:

  • sottoporre a regolazione strumentale le macchine irroratrici di prodotti fitosanitari, a completamento del controllo funzionale previsto dal Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN);
  • registrare e sottoscrivere i dati riguardanti le fertilizzazioni (basate sui dati analitici emersi dall’effettuazione di analisi chimico-fisica dei terreni), inclusi gli apporti organici ed i trattamenti fitoiatrici;
  • registrare le giacenze di concimi e fitofarmaci presenti in azienda all'inizio del periodo di impegno e i successivi acquisti;
  • conservare la documentazione di acquisto di concimi e fitofarmaci;
    • avvalersi dell'assistenza di tecnici in possesso di idonei requisiti (titolo di studio, esperienza professionale, abilitazione all’attività di consulenza in difesa fitosanitaria secondo quanto previsto dal PAN), operanti secondo le indicazioni fornite dal Settore Fitosanitario durante periodici incontri di coordinamento tecnico;
  • scelta del materiale di moltiplicazione di categoria “Qualità CE” per le orticole, “virus esente” (VF: virus free) o “virus controllato” (VT: virus tested) per le specie e le varietà frutticole per cui tale certificazione è disponibile (in alternativa categoria CAC);
  • avvicendamento colturale (da rispettare generalmente per i seminativi e per le orticole) che richiede una rotazione quinquennale comprendente almeno tre colture e al massimo un ristoppio per coltura;
  • redazione di un piano di irrigazione (basato sul bilancio idrico della coltura o sull'utilizzo di strumenti di rilevamento diretto) o, in alternativa, rispetto dei volumi massimi di adacquamento e registrazione degli interventi irrigui.

In aggiunta agli impegni di base possono essere assunti uno o più impegni facoltativi: di questi si ricorda il metodo della confusione sessuale, che consiste nel diffondere dosi di attrattivo sessuale di sintesi (feromone) nel frutteto o nel vigneto da proteggere, al fine di disorientare i maschi della specie da combattere e impedirne l'accoppiamento. Questa tecnica può consentire di controllare, senza ricorrere all'impiego di insetticidi o comunque diminuirne drasticamente il numero di interventi, alcune specie di fitofagi di particolare rilievo, ad esempio Cydia molesta e Cydia pomonella.

Esempi di gestione integrata nella filiera orticola

Le annate particolarmente calde degli ultimi anni hanno influenzato notevolmente i cicli di sviluppo degli insetti, che rappresentano ormai il problema principale per le colture agrarie. Stanno trovando, così, una larga diffusione le reti antinsetto applicate ai tunnel di coltivazione per molte specie orticole: le reti costituiscono un effetto barriera efficace contro i principali fitofagi (lepidotteri, cimici, miridi), limitando l’impiego dei fitofarmaci.

Allo stesso tempo con l’intensificazione delle coltivazioni è fondamentale la restituzione al suolo delle dotazioni di elementi fertilizzanti necessari ad ottenere produzioni costanti negli anni: a questo scopo rimangono di fondamentale importanza le rotazioni colturali abbinate a concimazioni di materiali organici come letame (maturo e ben fermentato) o l’impiego di colture da sovescio (che possiedono sostanze e proprietà che arricchiscono il terreno e contrastano la proliferazione di funghi e microorganismi nocivi).

Contro i patogeni fungini inoltre è molto importante la scelta di portinnesti resistenti (o tolleranti) utilizzabili per diverse tipologie di solanacee.

L’innovazione scientifica ha, poi, compiuto degli enormi passi nel campo degli insetti utili applicabili per la difesa e completamente innocui per l’uomo, per la biodiversità e per l’ambiente: predatori o parassiti di fitofagi sono resi disponibili e utilizzabili a tutti gli effetti nelle strategie di difesa integrata. La loro introduzione nel campo, nei tunnel o nelle serre si effettua in via preventiva alla comparsa del fitofago da combattere, mediante il collocamento delle confezioni contenenti tali animali e monitorando costantemente la buona riuscita dell’insediamento delle specie. Il mantenimento vitale delle popolazioni presuppone l’utilizzo razionale degli agrofarmaci (esclusivamente di quelli selettivi nei loro confronti), e di creare nell’ecosistema condizioni favorevoli al loro sviluppo.

LINK: PSR 2014-2020, Misura 10
http://www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/finanziamenti/psr-2014-2020-misura-10-%E2%80%93-operazioni-1011-1012-1013-1014-1015-1016-1017-1018-1019

LINK: PAN (Piano d’Azione Nazionale) - decreto interministeriale 22 gennaio 2014 http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/normativa/dim_22_01_2014.pdf

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